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racconti (cunti) registrati sul campo,
dalla viva voce della gente di Episcopio, Sarno (Sa), e trascritti con italiano
a fronte nel testo.
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schede che contestualizzano i racconti attraverso spazi concettuali limitrofi al
cunto e offrono comparazione con
Basile, De Simone, Grimm, Afanasiev; ricerca etnografica e antropologica; radici
storiche dei racconti di fate; antropologia della morte e del lutto; magia,
superstizione; religione; proverbi; smorfia, ecc. Alla fine le schede
restituiscono, niente affatto elementi locali, ma argomenti che vanno dalla
pesatura delle anime di San Michele alla deflorazione totemica, dai femminielli
al cimitero delle Fontanelle, alla smorfia, alla demonologia tempestaria, ecc.:
un viaggio nel corpo della tradizione; elementi di un arcaismo inusitato e di un
inaspettato universalismo.
Ugo
Vuoso, uno dei massimi esperti di tradizione orale campana - dirige il Centro
Etnografico Campano, autore, tra l’altro, con Roberto De Simone, di Fiabe
campane, Einaudi,
1994 – scrive, nella Prefazione
a questo lavoro:
Alfredo
Carrella in questo suo Pentamerone sarnese
preferisce ri-costruire il corpus narrativo “dialettale”, localizzarlo con
opportune note per poi universalizzarlo in un metalinguaggio di simboli, miti e
pratiche magico-religiose. […]
I
testi tradizionali raccolti da Alfredo Carrella contribuiscono dunque non
secondariamente all’esplorazione del cunto
campano, a cui gli ulteriori elementi documentali e analitici che derivano
dall’importante area culturale sarnese apportano materiali di grande interesse
e suggestione.